
Tra queste pietre antiche vive il linguaggio del tempo. Profondo, silenzioso, fedele, si nutre d’attese pazienti e di promesse da compiere.
Sono forse queste ombre a custodire l’anima del vino, a lasciarlo riposare senza fretta, lontano dal rumore del mondo.
Nulla forza il suo destino.
Ogni bottiglia è spoglia di certezze, affidata al respiro antico della cantina.
E lì, che impara lentamente a diventare memoria.
– Rachele –
