La storia della fontana monumentale dedicata a Camillo Olivetti, fondatore del celebre impero industriale, è il fulcro visivo e simbolico di questo scatto fotografico.

Inaugurata il 29 settembre 1957 dal figlio Adriano alla presenza di grandi figure della cultura italiana, come Eugenio Montale, quest’opera porta la firma di Emilio Greco, uno dei massimi scultori del Novecento (celebrato persino da Pablo Picasso come il miglior disegnatore d’Europa).
La forza del monumento sta nella sua straordinaria efficacia scenografica, divisa in tre elementi che catturano lo sguardo.
- La stele bronzea di 3 metri: un intreccio astratto e moderno che omaggia il design, richiamando i tasti e le leve delle celebri macchine per scrivere; la voce metallica di un’epopea industriale nata proprio lungo gli argini della Dora Baltea.
- Il medaglione: il profilo fiero di Camillo Olivetti, fondatore della fabbrica.
- La cascata naturale: un getto d’acqua che scorre dinamico direttamente dalla roccia antica.
Posizionata ai piedi del muraglione storico e affacciata sulla Dora Baltea, la fontana fa da cerniera tra due mondi. Il volto di Camillo sembra sorgere dal passato della roccia per proiettarsi verso il futuro: la cittadella industriale e la storica fabbrica di mattoni rossi.
Questo legame tra ieri e domani è amplificato dagli elementi che circondano il monumento: il vicino Ponte Adriano Olivetti (già Ponte Nuovo), la lapide del Bimillenario cittadino e la porticina in ferro che conduce al rifugio antiaereo della Seconda Guerra Mondiale (un antro scavato nella roccia, che conserva ancora l’eco delle vecchie emergenze).
Ma il cuore pulsante del luogo resta lei, la fontana: un tributo monumentale nato dal contributo corale dei cittadini e dei dipendenti Olivetti di tutto il mondo.
Rachele Bernardo
