
Ardito sui terrazzi, baciato dai cieli alti, scolpito nella pietra dove il vento lo disseta.
Affonda le radici in un abisso profondo,
rovente nel suo sospiro di roccia e sole.
Granitico e fiero, sa di mare invisibile, stretto tra i muretti a secco che ne sfidano il declivio.
Fiammeggiante di luce antica, è brivido rubino, che custodisce il calore dell’inferno alpino.
Eppure, si fa etereo nel profumo
sussurrato dai boschi, leggero come un’ala.
Tenero e tannico, danza sul palato,
lasciando il ricordo di un tempo infinito.
–Rachele–
Queste “emozioni in parole” nascono da un sussulto della memoria, oltre che da una piacevolissima degustazione.
Il vino INFERNO FIAMME ANTICHE Nebbiolo 2022 Valtellina Superiore DOCG ARPEPE, ha instradato i miei sensi come una mappa geografica, riconducendomi nello straordinario paesaggio della Valtellina, per essere magicamente catapultata su quelle pendenze impossibili, dove la terra sfida il cielo.

Ho rivisto, dentro e fuori il calice, tutta la bellezza delle parole di Guido Pellizzatti Perego ed il legame con i suoi fratelli (Isabella ed Emanuele), così forte e indissolubile. al pari della profonda “etica del tempo” che caratterizza ogni scelta dell’azienda ARPEPE.

Dare al Nebbiolo della Valtellina (Chiavennasca) tutto il tempo necessario, senza fretta, significa accettare che un vino da “vigne granitiche”, riposi per anni in grandi botti di legno esausto e poi in bottiglia prima di rivelare la sua anima più eterea e pura, privilegiando eleganza e longevità.

Affinché il racconto non fosse esclusivamente tecnico, ho aperto la porta alle riflessioni del viaggio, lasciando che esse ridefinissero i confini della percezione: la wine experience è prima di tutto personale, libera, emozionale.

Anche a distanza oceanica, ha riportato ai miei occhi immagini indimenticabili e il desiderio di tornare.

… in una stagione più favorevole al camminar per vigne.
Rachele Bernardo
