ARPEPE: nel sangue la forza eroica della Valtellina 

La passione per il mondo del vino non lascia spazio a “stop meteorologici” anche perché, durante ogni stagione, il fascino dei vigneti regala autentiche emozioni. Si può optare per delle parziali rinunce durante i giorni invernali piu freddi e nevosi, come quelli attuali, per rispettare congruamente il lavoro vitivinicolo.
E così, assecondando la mia forte curiosità di esplorare la Valtellina, ho chiesto all’azienda ARPEPE di ricevermi, nonostante venisse giù dal cielo, delicatamente, un fantastico manto bianco. Come non apprezzare la loro grande disponibilità!

L’interessante chiacchierata con Guido Pelizzatti Perego ha acceso nuovi e più profondi spunti di riflessione sull’intera produzione aziendale, tenendo ben presente i microclimi e i suoli della Valtellina, che influenzano profumi e struttura dei vini, ma anche l’importanza dei terrazzamenti e delle esposizioni, frutto di un prezioso lavoro manuale nelle aree più pregiate della denominazione (Sassella, Grumello e Inferno).

Non si tratta solo di tecnica, ma di filosofia produttiva: il rispetto dei tempi lunghi, della selezione rigorosa delle annate. Le Riserve di ARPEPE, come Sassella Rocce Rosse, Grumello Buon Consiglio e Sassella Ultimi Raggi, vengono prodotte solo nelle annate considerate eccezionali, quelle con equilibrio perfetto tra maturazione, acidità e struttura, quando la qualità delle uve è tale da garantire un lungo affinamento e una grande capacità di evoluzione nel tempo.

Il racconto vivo di Guido mi ha “visivamente” mostrato un approccio che riflette tale pazienza, il valore dell’attesa e l’identità del territorio. L’odierna selezione delle etichette, mi consentirà di apprezzare il Nebbiolo della Valtellina nella sua forma più pura e complessa, con eleganza e longevità.

Nel salutare l’azienda ARPEPE ho felicemente promesso che il mio percorso, lento e immersivo, tra i vigneti che si inerpicano sui pendii delle Alpi Retiche, è solo rimandato!

Rachele Bernardo

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