
Nel cuore di Johnson City c’è un murales che cattura subito l’attenzione: una locomotiva nera, numero 207, dipinta come se stesse per uscire dal muro e riprendere la corsa; attorno, le facciate storiche del downtown, l’Opera House: un colorato frammento del passato di questa città.

“A Highway Runs Through It”, questo è il titolo ufficiale, depositato presso la Johnson City Public Art Committee, di quest’opera monumentale realizzata dall’artista Bill Bledsoe all’interno di Majestic Park per celebrare il 125° anniversario della città.
Rappresenta visivamente l’anima di Johnson City: lo scontro e l’incontro tra lo sviluppo industriale e le radici rurali degli Appalachi.

Oggi i treni che attraversano Johnson City non portano più viaggiatori. Sono convogli dedicati al trasporto merci: container di multi materiali o prodotti utili all’economia locale.
Una scelta che affonda le radici nel grande cambiamento ferroviario americano del Novecento, quando le linee passeggeri furono quasi tutte eliminate.

La Southern Railway ha ufficialmente sospeso l’ultimo servizio passeggeri a Johnson City nel 1970 e la bellissima stazione storica in mattoni è stata demolita nel 1973. Da allora, i binari sono rimasti proprietà esclusiva dei giganti commerciali come Norfolk Southern e CSX, che spostano tonnellate di merci attraverso gli States.

Quel murales sembra raccontare tutto
ciò che la ferrovia ha rappresentato: crescita, lavoro, arrivi, partenze. Come un simbolo di identità, che non vuole esser dimenticato.

E mentre il servizio passeggeri è scomparso, una parte di quella storia ha trovato una nuova vita; il vecchio percorso ferroviario della ET&WNC (la leggendaria Tweetsie) è diventato il Tweetsie Trail: un corridoio verde che collega Johnson City a Elizabethton, attraversato da camminatori, ciclisti, famiglie.

Un ritmo diverso, passato, quotidiano, del Tennessee.
Rachele Bernardo
