“Giornata internazionale della donna”, questo il suo vero nome.

É nata per le battaglie di cui le donne furono protagoniste all’inizio del Novecento, con un potente significato sociale e politico di opposizione al potere.
La prima volta che venne celebrata in tutta Italia era l’8 marzo del 1946; nel mondo la Giornata della donna si festeggiava già da decenni, noi l’abbiamo importata in ritardo e ribattezzata “festa”.

Una conquista tardiva che nel giro di poco è stata trasfigurata in una ricorrenza commerciale svuotata di senso. Eppure anche da noi quella data è stato un giorno di lotte e rivendicazioni.
La realtà che viviamo ci da la misura dello stato dei diritti delle donne.
I problemi non sono più quelli dell’inizio del ‘900, eppure siamo ancora una società immersa negli stereotipi di genere… il rispetto è merce rara e i crimini contro le donne si susseguono con un ritmo preoccupante.

Fiori e cioccolatini possono anche far piacere, ma il modo migliore per omaggiare noi donne ogni giorno è stare al nostro fianco, combattere insieme per una società più giusta. Solo così consegneremo un futuro meno discriminante alle prossime generazioni.
Insieme❣️

“Un pennello a cancellare il malumore
o ad esaltare la femminilità.
Una donna rivela tante facce di sé:
la forza, la tenacia, il desiderio,
la passione, la paura, l’insicurezza.
In fondo sono sempre gli occhi a parlare”.
– Rachele –

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Rachele Bernardo
